Il Consiglio comunale dice no all'oleodotto: 23 voti alla delibera di diniego, due astenuti
Il Consiglio comunale di Monopoli approva il diniego all'oleodotto con 23 voti e 2 astenuti: chi non ha votato, le proteste in aula e perché il no non basta.
L'unanimità annunciata dalla Commissione Ambiente non è arrivata: Pietro Brescia e Marina Liuzzi non hanno votato la delibera, la seduta è stata sospesa tre volte per le proteste dal pubblico e il punto è rimasto in coda all'ordine del giorno.
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Il Consiglio comunale di Monopoli ha approvato lunedì 28 settembre la delibera di diniego al progetto dell'oleodotto con 23 voti favorevoli e 2 astenuti. La seduta si è aperta alle 14.30 nella sala consiliare "Ignazio Perricci" e ha visto il punto sull'infrastruttura collocato al quinto posto dell'ordine del giorno. L'unanimità, data per probabile alla vigilia, non si è materializzata.
Il voto, numero per numero
Sulla delibera di diniego si sono espressi in 23 a favore. Due consiglieri si sono astenuti: Pietro Brescia, della lista civica "Riprendiamoci Monopoli", e Marina Liuzzi.
Nessun voto contrario. La delibera è passata, ma il documento che la Commissione Ambiente aveva lavorato per settimane cercando un testo condiviso arriva in fondo al percorso senza il numero pieno che l'aula si era proposta.
Perché non c'è stata l'unanimità
Le due astensioni hanno ragioni diverse e nessuna delle due riguarda il merito dell'opera.
Secondo quanto riportato dalle testate locali, Brescia ha motivato la scelta spiegando che un voto favorevole sarebbe risultato ipocrita. Liuzzi ha invece contestato ai colleghi la tardività della loro opposizione al progetto, e nel corso della seduta si è scontrata con il consigliere Feliciano Indiveri.
C'è poi un passaggio procedurale che aiuta a capire il clima. Brescia aveva chiesto di anticipare la discussione sull'oleodotto, spostandola in cima all'ordine del giorno invece di lasciarla in coda. La richiesta è stata respinta: 18 consiglieri contrari, 2 favorevoli e 3 astenuti. Da quel momento il pubblico in aula ha cominciato a farsi sentire.
Cosa prevede il progetto
L'infrastruttura al centro della delibera è presentata da Magazzini Generali Italiani S.r.l. e prevede un campo boe con condotte interrate.
Nel dettaglio: un punto di ormeggio per cinque navi cisterna all'esterno della diga di Tramontana, collegato tramite sealine e oleodotto a un deposito nella zona industriale con ventuno serbatoi.
È il progetto contro cui si è mobilitato negli ultimi mesi il comitato "Salviamo Monopoli e il Mare", con assemblee pubbliche e la manifestazione che ha portato in strada centinaia di persone.
La parola finale non è del Comune
Qui sta il punto che rischia di perdersi nel racconto della giornata. La delibera approvata lunedì non ferma il progetto da sola.
L'iter autorizzativo si svolge nell'ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale di competenza statale. Il pronunciamento del Consiglio comunale entra in quel procedimento come posizione dell'ente locale, con il peso politico e istruttorio che ne deriva, ma l'autorizzazione finale spetta agli organi statali.
Tradotto: il no di Monopoli è un atto che pesa, non una porta chiusa a chiave.
Seduta sospesa tre volte
Il presidente del Consiglio Aldo Zazzera ha sospeso i lavori tre volte nel corso del pomeriggio, per le contestazioni arrivate dal pubblico presente in aula.
Le proteste si sono concentrate sul passaggio procedurale, quando la maggioranza ha respinto la richiesta di anticipare il punto, e hanno accompagnato buona parte della seduta.
Gli altri tre punti approvati
Oltre al diniego, il Consiglio ha licenziato altre tre delibere:
- Una variazione di bilancio
- La convenzione per il servizio di tesoreria comunale
- Il riconoscimento di debiti fuori bilancio


